Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo Psicoterapia breve - AGORAFOBIA, CLAUSTROFOBIA
Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo. Psicoterapeuta. Psicoterapia breve
CLAUSTROFOBIA, AGORAFOBIA E ACROFOBIA
 
La troppa paura dei pericoli, fa che spesso vi cadiamo.
 
                                                                                                Jean de La Fontaine
 
 
psicoterapia breve. Riceve a Reggio Emilia, Carpi (Mo), Rovereto (Mo) Molte persone hanno la claustrofobia, ossia la paura di sentirsi male negli spazi chiusi. E così la loro vita procede in funzione dell’evitare qualunque posto chiuso: ascensori (un classico), banche (perché devono passare attraverso il girello chiuso), magari cinema o latri luoghi chiusi. Hanno bisogno di aria all’aperto. La classica domanda che si fanno queste persone è la seguente: "... e se mi sento male (alias, mi viene il panico) mentre sono in ascensore?? .... O mentre sono al cinema?? O se si blocca l’ascensore o il girello chiuso della banca...??"
Altre persone hanno l’agorafobia, ossia la paura di spostarsi da situazioni ritenute sicure (come ad esempio la propria abitazione). Per queste persone, qualunque spostamento diventa impossibile: così nelle forme più leggere la persona non si sposta più con la macchina oltre un certo raggio di chilometri (di solito una quindicina e magari evitano le autostrade) e naturalmente l’aereo e il treno vengono banditi per sempre;  nei casi più estremi la persona non usa più la macchina e non fa più niente da solo, addirittura non rimane da solo neanche in casa per qualche minuto. Deve sempre esserci qualcuno pronto a proteggerlo e a soccorrerlo. Qui la domanda che si pongono queste persone è la seguente: e se mi sento male mentre sono da solo e magari lontano da casa?? Che faccio??
Per queste persone in particolare, la paura costituisce la parte centrale della loro vita. Tutto ruota intorno ad essa. Ogni scelta non è una scelta libera, in quanto è tutto è in funzione del panico. Mi vengono in mente le belle parole di Edmund Burke: “Nessuna passione priva la mente così completamente delle sue capacità di agire e ragionare quanto la paura”.
Un’altra forma di panico abbastanza frequente, è l’acrofobia, ossia la paura eccessiva delle altezze. Così vengono nel mio studio persone che, per paura di sentirsi male, non attraversano più un ponte, oppure non vanno più nei piani alti, o non si affacciano più nemmeno da una finestra.
Cosa hanno in comune tutte queste fobie? Certamente l'evitamento, ossia l'evitare le situazioni che si temono. E più si evitano e più si rinforzano le fobie.
Come dice saggiamente Fernando Pessoa "porto addosso le ferite della battaglie che ho evitato".
 
 
 
 
Bibliografia
 
Lyddon, W.J., Jones, J.V. (2002) L’approccio evidence-based in psicoterapia. McGraw-Hill, Milano.
 
 
Lyddon, W.J., Jones, J.V. (2002) L’approccio evidence-based in psicoterapia. McGraw-Hill, Milano.
 
Marks, I.M. (1998) Fears, Phobias and Rituals: Panic, Anxiety and Their Treatment, Oxford University Press.
 
Martin G., Pear J. (2000) Strategie e tecniche per il cambiamento.La via comportamentale. McGraw-Hill, Milano.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Psicologo a Reggio Emilia e Carpi (Mo)