LA DEPRESSIONE
Onorate il passato e affrettate il futuro; ma vivete nel presente con l'umiltà e con l'attività di chi sente la propria impotenza e insieme il bisogno di trovare una virtù.
Ippolito Nievo
La depressione è oggi un disturbo molto diffuso tra la popolazione generale e quindi anche ben conosciuto.Alcuni studi indicano che ne soffre dal 10% al 13% della popolazione, con una frequenza maggiore tra le donne.
Il Disturbo Depressivo è associato ad una elevata mortalità.
Fino al 15% degli individui con un Disturbo Depressivo grave, muore per suicidio.
Secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV TR, 2002), affinchè si possa diagnosticare una depressione maggiore, occorre che la persona presenti cinque (o più) dei sintomi elencati qui sotto, contemporaneamente durante un periodo di almeno 2 settimane, e che tali sintomi rappresentino un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; Inoltre almeno uno dei sintomi è costituito da umore depresso oppure da perdita di interesse o piacere (non possono essere inclusi sintomi chiaramente dovuti ad una condizione medica generale o deliri o allucinazioni incongrui all’umore.
I sintomi sono i seguenti:
- umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dalla persona (per es., si sente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (per es., appare lamentoso). I bambini invece possono sentirsi irritabili;
- marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la gran parte del giorno, quasi ogni giorno (come riportato dalla persona o come osservato dagli altri);
- significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per es., un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese) oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno.
- insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno;
- agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato);
- faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno;
- sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato);
- ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri);
- pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.
I sintomi inoltre devono causare disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti, e non devono essere dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un medicamento) o di una condizione medica generale (per es. ipotiroidismo).
Infine i sintomi non devono essere meglio giustificati da lutto, cioè, dopo la perdita di una persona amata, i sintomi devono persistere per più di 2 mesi o caratterizzarsi da una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici, rallentamento psicomotorio.
La depressione è tra i problemi psicologici che rispondono meglio alle terapie adeguate: quando il trattamento mira nella direzione giusta ed è organizzato e condotto in modo appropriato, i sintomi depressivi possono scomparire in tempi piuttosto brevi.
Bibliografia:
American Psychiatric Association (2002) Diagnostic and statistical manual of mental disorders. APA, Washington.
Lyddon, W.J., Jones, J.V. (2002) L’approccio evidence-based in psicoterapia. McGraw-Hill, Milano.
Martin G., Pear J. (2000) Strategie e tecniche per il cambiamento. La via comportamentale. McGraw-Hill, Milano.
Yapko, M.D. (2002) Rompere gli schemi della depressione. Ponte alle Grazie, Milano.
Psicologo Reggio Emilia e Carpi (Mo)