Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo Psicoterapia breve - INTRODUZIONE
Dott. Fabio Gherardelli - Psicologo. Psicoterapeuta. Psicoterapia breve
 
INTRODUZIONE
 
 
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell'aver nuovi occhi".
                                                                                                              Marcel Proust
 
 
 
Forse il lettore si starà già chiedendo “Perché scrivere un altro libro sul panico?”, oppure “non sarà uno dei tanti soliti libri sull’argomento?”.
Voglio rispondere subito a questi quesiti legittimi: questo libro non vuole essere uno dei tanti libri sul panico ma vuole essere qualcosa di diverso; come psicologo e psicoterapeuta che vede decine di pazienti ogni giorno ho deciso di scrivere questo libro perché vedo che intorno all’argomento c’è ancora molta confusione; tanti modelli psicoterapeutici, tante cure cosiddette “naturali”, tanti psicofarmaci e poca “sostanza”. Con questo intendo dire che, come spesso accade anche in altri campi, si perde di vista l’obiettivo: recuperare il benessere della persona in poco tempo. Così assisto nella mia pratica clinica a persone che si rivolgono a me per problemi di panico che vengono da terapie durate tanti mesi o addirittura anni senza aver ottenuto tangibili miglioramenti. Persone che da anni non si spostano da casa o non affrontano situazioni per il solito motivo: la paura della paura. Eppure, come diceva Sofocle I più grandi dolori sono quelli di cui noi stessi siamo la causa. Questa frase apparentemente potrà sembrare un’affermazione molto cruda e forte.
Ma in effetti è così: il panico è un’emozione che nasce nella persona e che dipende perciò dalla persona. Ecco allora la prima bella notizia: così come noi scegliamo inconsapevolmente di farci venire il panico, così possiamo decidere di non farcelo più venire. E la seconda bella notizia è che non servono anni e anni di terapia ma poco tempo. D’altronde, come diceva Occam “tutto ciò che può essere fatto con poco, invano viene fatto con molto”.
Basta cambiare, per riprendere l’affermazione iniziale di Proust, “i nostri occhi”. E come si fa? E proprio qui sta il punto: nel corso del libro infatti se da un lato cercherò di fare chiarezza sull’argomento panico spiegandolo in modo semplice ed accessibile a tutti (e perché no magari divertente…) dall’altro elencherò tutta una serie di tecniche pratiche, corredate anche da casi clinici reali, che il lettore potrà sperimentare nella propria vita quotidiana. Ed eccoci allora alla terza bella notizia che rappresenta anche il motivo fondamentale per cui ho voluto scrivere questo libro.
Infatti nella mia prospettiva terapeutica, che nel corso del libro spiegherò meglio, uno psicologo (o meglio uno psicoterapeuta) dovrebbe essere un esperto del cambiamento perché la persona quando entra nel “nostro” studio vuole solo una cosa: CAMBIARE. L’esperto allora deve conoscere i processi del cambiamento per poter aiutare la persona ad attivare quel cambiamento.
Come diceva Milton Erickson, considerato da molti il padre fondatore della psicoterapia breve e a cui devo molto della mia formazione, “Per fare sì che accettino la terapia, dovete colpire i pazienti nel modo giusto. Loro vogliono qualche cambiamento... non sanno che genere di cambiamento. Non sanno come fare questo cambiamento. Voi non fate altro che creare una situazione propizia e dire "Hop! Hop!" e mantenergli il muso sulla strada." Quindi la terapia per essere efficace deve essere molto pratica. Questo vuol dire non solo parlare alle persone ma fornirgli anche sul piatto delle esperienze “ristrutturanti”.
Ma quale è allora la terza bella notizia? Non mi sono dimenticato … E’ che possiamo imparare a non subire più il panico, a non vederlo più come un acerrimo nemico ma a trattarlo come un amico, a cavalcarlo e, perché no, a sfruttarlo a nostro vantaggio. Proprio come fanno i surfisti con le onde. Appunto, sulle ali del panico.