Ottobre 2010 Qui sotto ho voluto ripubblicare un articolo molto interessante che riguarda la cattiva informazione sugli attacchi di panico. Il mio messaggio è questo: qualunque cosa dica il dott. Rosario Sorrentino, dagli attacchi di panico si può guarire senza farmaci e questo non lo affermo solo io ma lo dicono tantissime ricerche (alcune delle quali sono citate sul mio libro "Sulle ali del panico"). Come al solito, basta solo informarsi! [il testo è preso integralmente da http://www.altrapsicologia.it/] Cattiva informazione sugli Attacchi di Panico al TG2 sabato 6 dicembre 2008 - Luigi D'Elia e Felice Damiano Torricelli Cattiva informazione sugli Attacchi di Panico al TG2. Protesta di AltraPsicologia per il riduzionismo e/o la pessima qualità dell'informazione psicologica nei media Luigi D'Elia Giornalista del TG2 Lino Lombardi:“Come risolverli (gli attacchi di panico, ndr)? ”Rosario Sorrentino, Neurologo: “Farmacologicamente in maniera assoluta” Questo scambio è andato in onda nel TG2 delle 20,30 del 04/12/08 (vedi qui, dal minuto 24,45 al 26,38) davanti a milioni di italiani che stavano addentando una bistecca o che poggiavano, stanchi, i loro corpi sui divani.Non c'è possibilità di equivoco: secondo il TG2-pensiero e secondo i suoi “esperti” gli attacchi di panico sono malattie del cervello che si curano SOLO con i farmaci. Questa è la pessima qualità propinata usualmente dai media riguardo l'informazione in Psicologia, Psicoterapia, etc. Non vogliamo prendercela col TG2 in particolare. Si tratta, purtroppo, della normalità dell'informazione in Psicologia (clinica e non) che incontriamo su ogni tipo di media, indipendentemente dal prestigio della testata giornalistica. Ipotizziamo, ovviamente, che la lobby farmaceutica sappia muovere sapientemente le sue pedine sulla scacchiera dell'informazione (pseudo)scientifica e, chiaramente, la sua rimarrà l'unica voce, fintanto che nessun'altro prende parola. Che fare allora? Non c'è dubbio che, dal nostro punto di vista, se i media si consentono di sbrodolare al pubblico qualunque amenità nel territorio delle nostre competenze e di imboccare la gente con la loro "solita zuppa" bio-medicalistica è perché siamo noi a consentirglielo, come categoria, con la nostra latitanza ed il nostro silenzio-assenso. Poste le evidenti responsabilità politico-culturali di chi ha governato la nostra professione nell'appena passato “ventennio” dalla approvazione della legge 56/89, proviamo a guardare avanti e ad essere, ove possibile, ottimisti. Nel nostro piccolo abbiamo scritto al direttore del TG2, Mauro Mazza (e per conoscenza al Presidente dell'Ordine Nazionale degli Psicologi, Palma e di quello del Lazio, Zaccaria) per protestare circa i contenuti diffusi e per chiedere una correzione di tale informazione distorta. (leggete l'allegato in calce). Ma non basta certo protestare... Occorrerebbe, in realtà, istituire un osservatorio permanente sull'informazione Psy sui media da parte delle nostre istituzioni di categoria (?). Temiamo però di dovere ancora una volta attendere che sia AltraPsicologia a realizzare questo servizio, visto il livello di attivazione degli Ordini. E' solo presidiando con rigore e attenzione l'informazione che ci riguarda che si comincia a fare la TUTELA della professione.Ci attendiamo e ci auguriamo, intanto, che l'Ordine Nazionale e Lazio, che abbiamo informato, prendano almeno posizione. ****************** Roma, 05/11/2008 Alla cortese attenzione del Direttore del TG2, Dr. Mauro Mazza e p.c. Al Presidente del Consiglio Nazionale degli Ordini degli Psicologi, Dr. Giuseppe Luigi Palma Al Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, Dr.ssa Maria Lori Zaccaria Oggetto: Cattiva informazione sugli Attacchi di Panico al TG2 Gentile Direttore, Il 04/12/08 nell'edizione serale è stato trasmesso un servizio, a firma Lino Lombardi (http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/stream.srv id=45270&idCnt=80475&path=RaiClickWeb^Home ^Notizie^Telegiornali^TG2 - minuto 24,45 – 26,38 ), riguardante gli "Attacchi di Panico" e la loro pervasiva incidenza nella vita di moltissimi cittadini.Siamo lieti che una testata nazionale e del Servizio Pubblico dia spazio a questo genere di problemi, in genere piuttosto trascurati nonostante il peso che essi hanno nella nostra vita e delle nostre famiglie. Come Psicologo e Psicoterapeuta, nonché come presidente dell'associazione di categoria degli Psicologi "AltraPsicologia", devo però rimarcare, non senza una certa indignazione, che la qualità della Vostra informazione è risultata non corretta sul piano scientifico, clinico e divulgativo.Infatti, dopo una presentazione piuttosto parziale del fenomeno (ci riferiamo all'enfasi medicalistica e alla chiara allusione a cause cerebrali tramite immagini relative al cervello) e dopo l'intervista al ministro Bondi, il giornalista chiede all'esperto da Voi prescelto, il Dott. Rosario Sorrentino, Neurologo, “Come risolvere?” ricevendo la secca risposta del Dott. Sorrentino: “Farmacologicamente in maniera assoluta”. Se l'italiano non è un'opinione, questa risposta non lascia spazio ad interpretazioni: gli attacchi di panico, secondo la Vostra informazione, si curano solo con i farmaci. Informazione errata, fuorviante e secondo noi anche capziosa, in quanto non corrisponde a nessuna evidenza scientifica e clinica rispetto alla cura di questo generedi problematiche. È infatti cosa arcinota, dalla pratica clinica e dalla letteratura scientifica di tutto il mondo, da ormai alcuni decenni, che gli attacchi di panico richiedono l'intervento elettivo e terapeutico di uno Psicoterapeuta abilitato (Psicologo o Medico, in Italia), ed eventualmente (certo non sistematicamente) di una combinazione con la terapia psicofarmacologica.Quindi ben venga che si parli di "Attacchi di Panico" ma non è certo un Neurologo lo specialista più indicato per questo genere di problemi. Infatti, il Neurologo si occupa rispettabilmente del cervello, in quanto organo del corpo e delle sue disfunzioni, ma non ha una formazione specificamente psicoterapeutica. L'Attacco di Panico non è certamente l'esito di una originaria disfunzione cerebrale.Lei andrebbe mai da un dermatologo per un problema cardiaco? Non credo. Non si comprende quindi perché mai sulle questioni che riguardano eminentemente la Psicologia, s'invitino a parlare specialisti assolutamente distanti dalle relative tematiche, i quali di fatto propongono visioni parziali e dunque distorte dei problemi e delle loro soluzioni. In un momento storico come questo, nel quale tutti dobbiamo fare attenzione agli sprechi, questa Vostra comunicazione rischia di confondere e dare una visione non corretta, potendo risultare quasi un invito all'uso indiscriminato di psicofarmaci, i quali se assunti senza criterio - senza cioè un monitoraggio psicoterapeutico - cronicizzano anche i disturbi più lievi con ricadute disastrose ed imprevedibili sulla nostra qualità di vita e sulla spesa sanitaria.Invitiamo, quindi, la Sua prestigiosa Redazione a correggere questo tipo d'informazione e sulla base delle considerazioni precedenti confidiamo nella possibilità di dare maggiore spazio anche alla psicologia nella trattazione di temi delicati in cui la farmacologia e la psicologia possono svolgere entrambi un ruolo e, di certo, ogniqualvolta la problematica sia di stampo squisitamente psicologico, ed invitiamo contestualmente la Sua redazione a prendere contatto, se non con la nostra associazione, almeno con gli organi istituzionali preposti a rappresentare la nostra professione.Confidando in una Sua cortese risposta, Le porgo i miei più Cordiali Saluti Dr. Felice Damiano Torricelli Presidente di AltraPsicologia |





